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La Regione Veneto, dopo l'Emilia Romagna, è la seconda regione in Italia ad approvare una proposta di legge che vieta la detenzione a catena dei cani  Cani e animali di affezione non potranno più essere sottoposti a strumenti di costrizione, se non per specifiche e accertate esigenze di sicurezza o veterinarie, e dovranno usufruire di appositi recinti di adeguate dimensioni, anche in deroga ai regolamenti urbanistici.

 

La nuova legge prevede anche che gli animali di compagnia abbiano libero accesso a giardini pubblici, parchi e spiagge, purchè tenuti a guinzaglio e con museruola o altri strumenti contenitivi.  Non potranno entrare nelle aree giochi per i bimbi, contrassegnate da appositi segnali di divieto. Potranno invece muoversi liberamente, senza guinzagli e museruola, negli spazi a loro destinati.

La proposta di legge modifica, in due articoli, la legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60 "Tutela degli animali d'affezione e prevenzione del randagismo".
Art. 1 - 1. Dopo il comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60 è aggiunto il seguente:
'2 bis. Al detentore di animali di affezione è vietato / utilizzo della catena o di qualunque altro strumento di contenzione simiilare sul suolo privato salvo per ragioni sanitarie documentabili e certificate dal veterinario curante o per misure urge nti e solamente temporanee di sicurezza.
Art. 2 - Dopo il comma 6 dell'articolo 8 della legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60 è aggiunto il seguente:
"6 bis. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, emana apposite indicazioni tecniche aventi ad oggetto specifici requisiti delle strutture volte al ricovero dei  cani e dei gatti e le modalità di detenzione degli anirnali di affezione. con disposizioni specifiche per la detenzione dei cani da parte dei privati.

Il testo della legge regionale approvato dalla V Commissione