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Con una nota del 20 Marzo 2020 il Comando Regione Carabinieri Forestale “Veneto” ribadisce la responsabilità e gli obblighi del Medico Veterinario alla luce dell’OM del 12 Luglio 2020 – “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”, affinché l’attività investigativa dell’Arma possa procedere e risultare efficace. Episodi di avvelenamento della fauna e abbandono delle esche e bocconi avvelenati anche in aree protette stanno assumendo nel tempo dimensioni sempre più preoccupanti.


A tale scopo si ripropone un estratto della comunicazione FNOVI pubblicata sul proprio sito il 27/08/2019:


“La disseminazione incontrollata di esche e sostanze tossiche è un fenomeno pericoloso utilizzato, soprattutto in alcune aree del Paese, come strumento doloso per eliminare animali randagi. Un’abitudine che rappresenta un grave problema di sanità e incolumità pubblica in quanto, oltre ad essere un rischio per gli animali domestici, costituisce un serio pericolo per l’ambiente e soprattutto per gli esseri umani, in particolare per i bambini. La rinnovata Ordinanza ministeriale recepisce le procedure informatizzate di comunicazione alle autorità competenti delle segnalazioni e dei dati necessari al monitoraggio del fenomeno offrendo anche ai cittadini e all’ autorità giudiziaria la possibilità di disporre di un quadro completo del fenomeno.

Inoltre, con la nuova Ordinanza il medico veterinario libero professionista potrà inviare direttamente all’Istituto Zooprofilattico territorialmente competente le carcasse di animali deceduti, campioni biologici ed esche o bocconi avvelenati.”

 

Si allega la nota.

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